Associazione rete famiglie aperte

manifestazione Gaza

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No alla guerra, sì alla pace. Stop bombardamenti su Gaza!

 

No alla GUERRA

SI alla PACE

30 LUGLIO ORE 19.00

PIAZZA DEI SIGNORI (LOGGIA DEL CAPITANIATO)

… stop ai bombardamenti … stop con la morte dei civili e il dramma dei profughi … stop alla violenza … il SILENZIO è complice

Gli eventi drammatici che stanno travolgendo i delicati equilibri tra Israele e Palestina sono sotto gli occhi di tutti noi; si tratta di eventi che stanno dilaniando un territorio, lembi di terra che hanno contribuito alla formazione della cultura occidentale, di cui siamo parte.

Di fronte ai missili, ai bombardamenti e agli attacchi di terra che continuano a mietere vittime innocenti, l’Europa rimane immobile: la nostra Europa, portatrice di diritti di uguaglianza e libertà, oltre che di pace, vive oggi la contraddizione dell’immobilità rispetto agli ideali che l’hanno vista nascere.

Il nostro continente, visto dalla Terra Santa, dall’altra sponda del Mediterraneo, appare come un buco nero, inerte, che incute timore: da qui dobbiamo iniziare a ripensare il nostro modo di essere cittadini d’Europa, oltre che riflettere sulla sterilità della politica italiana che talvolta si esprime con sterili dichiarazioni, limitate e inconcludenti.

E così, nella vita quotidiana, ingenuamente finiamo per pensare che la guerra sia qualcosa che non ci riguarda, relegata ad un passato remoto o ai libri di scuola. Eppure quel conflitto, tanto lontano da noi al punto da poterlo ignorare, continua a mietere vittime, ogni giorno. Eppure questa guerra, in qualche modo, ci appartiene, la guerra è qui, ora.

Anche da Vicenza, città da sempre impegnata sui valori della solidarietà, della libertà e della pace deve partire un messaggio forte; per questo si promuove una iniziativa pubblica che aiuti i cittadini a riflettere e a chiedere la pace. Una pace che noi in passato abbiamo ottenuto grazie al sacrificio dei nostri padri, che hanno lottato per liberare la nostra terra in nome della democrazia e della libertà.

Per questo tutte le cittadine e tutti i cittadini sono invitati a partecipare ad un incontro che si terrà mercoledì 30 luglio alle ore 19,00 in Piazza dei Signori a Vicenza. L’iniziativa sarà trasversale tra sindacati, associazioni, partiti,  cittadine e cittadini,  gruppi civici del nostro territorio, con diverse appartenenze, ma uniti da una forte richiesta di pace e di rispetto dei diritti umani.

Per queste ragioni non vi saranno bandiere delle realtà che aderiscono all’appello, ma solo la bandiera della pace.

ADERISCONO:

Comune di Vicenza, Alternativa nord/sud per il XXI secolo, Amici per la Pace, Amnesty, ANPI Vicenza,  Arci Ragazzi, Arci Servizio Civile,  Associazione Civica Vicenza Capoluogo, Associazione Nuova Sinistra, ASoC, Beati i costruttori di pace, Caritas Diocesana Vicentina, Consiglieri della Lista Civica Variati, Cooperativa Città Solidale, Cooperativa Insieme, Cooperativa Tangram, Comitato per Marwan, Coordinamento Comitati, Cristiani per la Pace-Vicenza, Donne in rete per la Pace, Forum per la pace di Monticello Conte Otto,  La Città Respira, Legambiente, Libera –Associazioni nomi e numeri contro le mafie,  Movimento non violento Vicenza, PD Vicenza, Sinistra Ecologia Libertà Vicenza, Pax Cristi, Progetto sulla Soglia, Rete Famiglie Aperte,  Salaam Ragazzi dell’olivo, Valentina Dovigo consigliere comunale Sinistra Ecologia Libertà, Daniele Ferrarin consigliere comunale Movimento 5 Stelle, …

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 29 Luglio 2014 17:38 )
 

Istituire una commissione d'inchiesta italo-tunisina

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  CNCA - Un ponte per - Caritas Italiana - CGIL

Messaoud Romdhani (Forum tunisino per i diritti economici e sociali):
"Istituire una commissione d'inchiesta italo-tunisina"

Roma, 15-16 gennaio 2014

Mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato, CNCA ha promosso una serie di iniziative che, a partire dalla recente visita a Tunisi, ha sollevato la questione dei familiari dei giovani migranti scomparsi dopo la loro partenza verso l’Italia (cfr. CNCA, “Lettera da Tunisi”, 2013). L'iniziativa ha inteso porre all'attenzione del Governo italiano una questione di umanità prima ancora che politica: perché l'Italia non fornisce alle famiglie dei dispersi e alle associazioni tunisine che le sostengono le informazioni di cui dispone sulle persone scomparse nel tentativo di giungere nel nostro paese via mare? Il FTDES stima i dispersi nel solo 2011 in circa 1.300-1.500   (300 sono i nomi forniti dalle famiglie stesse), uomini, donne, bambini di cui i loro familiari non sanno più niente. Una condizione di sofferenza e di angoscia a cui le istituzioni devono dare una risposta, per quanto in loro potere.

 

Assieme a “Un ponte per”, CGIL, Caritas Italiana si è riusciti a far incontrare un rappresentante della società civile tunisina con rappresentanti delle Istituzioni e della stampa nazionale. "Sui migranti dispersi nel canale di Sicilia va istituita una commissione d'inchiesta italo-tunisina. Questa commissione dovrebbe essere formata dai rappresentanti non solo dei rispettivi Governi, ma anche delle famiglie e della società civile. E vanno realizzati sistemi di soccorso comuni tra le due sponde del Mediterraneo." A parlare così è Messaoud Romdhani, membro fondatore del Forum tunisino per i diritti economici e sociali (FTDES), una delle più importanti reti della società civile tunisina, nonché vicepresidente della Lega tunisina per i diritti umani.

 

Mercoledì 15 al Senato c’è stata un’audizione specificatamente dedicata dalla   Commissione straordinaria Diritti Umani, presieduta dal sen. Luigi Manconi, che ha assunto l’impegno di approfondire la questione dei ‘dispersi’ chiedendo risposte ai ministeri competenti (Interni, …) e chiarimenti in relazione ad eventuali accordi italo-tunisini fin qui rimasti segreti (accordi, che a detta di diversi esponenti tunisini, potrebbero incidere fortemente nell’atteggiamento di chiusura finora trovato da parte delle autorità italiane e tunisine in relazione alle pressanti richieste dei familiari degli scomparsi). Il giorno successivo, gli stessi contenuti sono stati ribaditi anche in una  conferenza stampa presso la Camera dei deputati, cui hanno partecipato Rai3 e giornalisti di varie testate nazionali, e in un incontro al Viminale con due esponenti del Governo - il viceministro Filippo Bubbico e il sottosegretario Domenico Manzione - che si sono impegnati a promuovere un'indagine amministrativa sulle decine di dispersi tunisini nel naufragio avvenuto il 6 settembre 2012 a largo di Lampedusa, che suscitò in Tunisia diverse manifestazioni di piazza che videro protagoniste proprio le famiglie degli scomparsi, per esigere notizie sui propri cari. La conferenza stampa alla Camera è stata anche l'occasione per contestare sia la politica per i migranti dell'Unione europea sia la legge Bossi-Fini, ambedue approcci di carattere difensivo, tesi a contenere e reprimere piuttosto che a integrare e valorizzare.

 

Nel contempo, il ministero dell'Interno si è impegnato a raccogliere informazioni sui circa 300 dispersi tunisini le cui famiglie si sono rivolte al Forum tunisino per i diritti economici e sociali per vedere riconosciuto il loro diritto a sapere cosa ne è stato dei propri parenti scomparsi. Per quanto riguarda poi la richiesta di istituire una commissione di inchiesta italo-tunisina, aperta ai rappresentanti delle famiglie dei dispersi e delle associazioni tunisine che le assistono, per raccogliere le informazioni su tutti i dispersi e svolgere questa funzione anche in futuro, come struttura permanente di scambio di informazioni, Bubbico e Manzione hanno rimarcato la difficoltà di procedere in tale direzione senza la disponibilità del Governo tunisino.

Infine, i due esponenti del Governo hanno espresso la propria disponibilità a progettare e sperimentare azioni che favoriscano il riconoscimento dei migranti che passano per mare.

 

Nel corso degli incontri di questi due giorni, il CNCA[1] ha presentato la "Lettera da Tunisi" (e la connessa “Lettera da Lampedusa”, entrambe scaricabili dal sito   www.cnca.it ), il documento nato dal viaggio di esponenti di CNCA nel paese mediterraneo nel settembre 2013 che ha permesso di mettere a fuoco da questione dei dispersi tunisini ed incontrare tanti esponenti della società civile tunisina per fare il punto sulla situazione della Tunisia e sulle migrazioni in area mediterranea.

 

Il Forum tunisino per i diritti economici e sociali, il CNCA, Un ponte per e la Caritas Italiana esprimono la loro soddisfazione per il fatto che, per la prima volta, il Governo italiano ha ricevuto ufficialmente un rappresentante della società civile tunisina sulla questione dei migranti dispersi e si augura che quanto condiviso ieri sia solo il primo passo in direzione di una diversa gestione di tali situazioni.



[1] Per CNCA hanno partecipato agli incontri: Armando Zappolini, Marina Galati, Marco Vincenzi, Luigi Nardetto e Riccardo Poli.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Febbraio 2014 23:26 )
 

Lettera da Tunisi

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scarica la "Lettera da Tunisi"«Il sociale visto da SUD sono le madri tunisine che non danno più pesce da mangiare ai loro bambini da quando qualcuno dei fratelli più grandi è partito per Lampedusa e il suo corpo è sparito in mareDi cosa si cibano i pesci del Mediterraneo è una domanda che ci riguarda.»

Si chiudeva così la “Lettera da Lampedusa” scritta lo scorso anno dal CNCA dopo avere visitato il Centro di prima accoglienza, aver incontrato il sindaco, alcuni esponenti delle Ong, il parroco e la popolazione isolana. Proprio dagli attivisti tunisini era arrivato l’invito di spingersi “più a nord” (Tunisi lo è rispetto a Lampedusa) e andare a prendere contatto con l’altra sponda del Mediterraneo, quella da cui molti partono.

E l’incontro a fine estate (16-19 settembre) con una dozzina delle giovani organizzazioni che nella capitale tunisina lavorano sui temi sociali, sanitari e dei diritti ha subito messo in primo piano la questione dei giovani uomini e donne, spesso con bambini, dispersi dopo la loro partenza. E proprio nei giorni della strage avvenuta nei pressi dell’approdo di Lampedusa ai primi di ottobre (364 morti), il CNCA ha documentato la visita con il documento “Lettera da Tunisi”, presentato in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato domenica 19 gennaio 2014. Il testo dà conto degli incontri avuti e delle questioni affrontate in quel viaggio: le difficoltà sociali e il sistema di welfare, ma più in generale le speranze e le contraddizioni di un momento storico particolare per la Tunisia ma anche per tutto il Mediterraneo e il mondo arabo, tra rivoluzioni incompiute e il nuovo ruolo assunto dalla società civile.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 21 Gennaio 2014 23:39 )
 

Assemblea sociale

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Si è svolta domenica 19 gennaio la prevista assemblea sociale, presso la cooperativa Insieme.

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 21 Gennaio 2014 18:32 )
 

Caroman2013 - il report

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Qui trovi l'"istant report" del weekend a Caroman: presentazione, immagini e sintesi dei lavori dei gruppi

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Settembre 2013 08:26 )
 
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